lunedì 27 agosto 2012


ALTERNATIVE AL GOVERNO MONTI?

I nostri politici di lungo e di breve corso, dal momento in cui è entrato in carica il cosiddetto governo tecnico (ma è meglio chiamarlo governo dei tecnici)  si agitano per conservare o salvare il loro ruolo e la loro collocazione futura nella politica italiana per quando l’attuale tempesta sarà passata. Una tempesta che non si sono sentiti in grado di affrontare.
Nei dibattiti televisivi e sui giornali più o meno schierati se ne sentono di tutti i colori, ognuno ha la sua ricetta, la sua critica, la sua protesta. Si deve fare così, non si è fatto questo e quest’altro, specialmente da parte di chi faceva parte e fa ancora parte della maggioranza di legislatura che terminerà soltanto nella tarda primavera del 2013.
Mi sgomenta pure, d’altra parte, la diffusa disinformazione di larga parte dell’opinione pubblica e mi fanno rabbia certe affermazioni come ad esempio quella che Monti non fa una nuova legge elettorale, non da lavoro a chi lo sta perdendo o lo ha perso, non ha calcolato correttamente il numero degli esodati, non ha ritirato le truppe dall’Afghanistan, non ha ridotto le tasse anzi le ha aumentate, si è accanito contro le prime case dell’80% degli italiani, non è riuscito a ridurre drasticamente lo spread fra i BTP e i Bund tedeschi, non s’impone energicamente alla signora Merkel costringendola a condividere i nostri debiti e così via.
Molti, specialmente nel vecchio schieramento di centrodestra ma anche a sinistra, la Lega, Di Pietro, i grillini, chiedono a gran voce la caduta di questo governo ed elezioni anticipate a ottobre e non si rendono conto o ignorano bellamente o sorvolano sulle conseguenze che sarebbero sicuramente, immediatamente catastrofiche, data l’estrema precarietà della nostra posizione sui mercati. Non s’immaginano le feste che si scatenerebbero nei mercati ribassisti contro di noi, contro il nostro monumentale debito pubblico, contro le nostre debolezze, di fronte ad un vuoto politico di tre o quattro mesi, senza peraltro una prospettiva in vista, senza candidati forti e credibili, con la politica frammentata e rissosa, con una miriade di populisti in giro. Gente che ignora le leggi dell’economia, che solletica proteste, legittime ma fini a se stesse, senza sbocchi, senza credibili soluzioni, senza programmi chiari e credibili, senza maggioranze solide in grado di attuarli.
C’è chi auspica il ritorno alla vecchia, debole, svalutata e svalutabile lira. C’è chi lo fa a ragion veduta, sperando di guadagnarci con l’inflazione, con l’aumento indiscriminato dei prezzi, dei propri prezzi, c’è chi crede che il debito pubblico possa non essere onorato, c’è chi è insofferente dei vincoli e delle norme dell’Unione Europea, rimpiangendo la nostra vecchia sregolatezza, ma anche tanti altri che avrebbero tutto da perdere, in termini di svalutazione dei salari, delle pensioni, del potere d’acquisto dei risparmi, non se ne rendono conto. Un esponente politico, il solito mi pare, oltre a suggerire il ritorno alla lira (affermando poi di essere stato frainteso) ha proposto di stampare gli Euro a Roma e immetterli sul mercato in barba ai trattati e  che comunque il valore delle case degli italiani aumenterebbe. Chi glielo assicura? Negli USA, in Spagna, in Argentina e altrove è successo il contrario. I tassi d’interesse, anche sui mutui, aumenterebbero in modo esponenziale, asfissiando il mercato immobiliare, come in parte sta avvenendo già ora, con l’aumento dei tassi e con la stretta creditizia.
Con tutti i limiti che il governo ha, a causa della dipendenza dalla maggioranza recalcitrante che lo appoggia ma lo frena e lo condiziona, con gli errori commessi a causa dell’emergenza, della fretta, della necessità di mediare fra le varie forze in campo, partiti, correnti, sindacati, imprenditori, ordini professionali, autorità europee, la Merkel, i mercati e chi più ne ha più ne metta, a me sembra che nessun governo avrebbe potuto fare meglio di quanto è riuscito a fare il governo Monti in poco più di sei mesi.
Non dimentichiamoci della china in cui stavamo scivolando nell’autunno 2011, solo pochi mesi fa, dell’emergenza in cui siamo tuttora, insieme ad altri paesi dell’area in condizioni addirittura peggiori delle nostre e riconosciamo almeno che la credibilità di questo governo in campo internazionale e il prestigio di Monti in particolare, possono salvarci dal disastro.
Un’ultima annotazione. Ci siamo dimenticati che un governo dovrebbe sempre essere composto da esperti, da tecnici, sotto controllo da parte dei politici, cioè dai rappresentanti dei cittadini, e non dai soliti tuttofare? Un ingegnere alla Giustizia, un’avvocaticchio fresco di esame alla Pubblica Istruzione o un avvocato di provincia con scarsa clientela agli Interni o agli Esteri, un fiscalista all’Economia?
                                                                                                                                 

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